Siamo presenti con 133 club in tutta la Gran Bretagna e in Europa. Inserisci una città, un paese o un CAP per trovare il Club più vicino a te.
Con club in nove Paesi e oltre 11.500 collaboratori, siamo orgogliosi di essere un luogo di lavoro plasmato da tante voci, esperienze e storie diverse.
In questa Giornata delle Nazioni Unite vogliamo dare spazio ad alcune delle persone che danno vita ai nostri club, e alle culture che rafforzano i nostri team.
Dalla nazionalità all’etnia, dal genere alla disabilità fino all’identità, queste storie ci ricordano che l’inclusione non è solo una parola: è un modo di vivere. Perché quando tutti si sentono visti e sostenuti, possiamo andare avanti insieme.
Celebriamo le voci, i percorsi e le culture che ci rendono ciò che siamo.
Nei nostri vlog, il gruppo Culture Club Inclusion Resource Group ha riunito membri del team provenienti da tutte le aree dell’azienda per condividere e celebrare ciò che li rende unici.
Qui sotto trovi anche alcune storie scritte.
Sono orgogliosamente malgascia: la nostra cultura è profondamente legata al rispetto per la famiglia e gli antenati. Una delle tradizioni più significative per me è il famadihana, il rito del “rivoltare le ossa”. È una celebrazione della vita e del legame con chi ci ha preceduto.
Lavorare in David Lloyd Clubs, un’azienda internazionale, mi offre la possibilità di condividere la mia cultura e allo stesso tempo imparare da quella degli altri. Credo che mantenere vive le proprie radici, con la mente aperta, sia la strada migliore per crescere — come persona e come parte di una comunità globale.
Nei David Lloyd Clubs veniamo da ogni parte del mondo, ed è proprio questo a rendere speciale lavorare qui. Ogni giorno faccio parte di una squadra composta da persone con esperienze e prospettive diverse. È come un huddle di squadra dove ogni voce conta e ogni intuizione ci rende migliori. E i nostri soci lo percepiscono.
Il patrimonio culturale è importante perché ci lega a chi siamo e a ciò in cui crediamo. Quando condividiamo le nostre tradizioni —o celebriamo quelle altrui— diciamo a chi ci sta accanto: qui sei il benvenuto. Quel senso di orgoglio, affetto e appartenenza ha una forza incredibile.
In Irlanda del Nord abbiamo fatto tanta strada. Il nostro passato è stato difficile e complesso, ma oggi festeggiamo le differenze con rispetto, non con rivalità.
Vivere a Bruxelles per 25 anni mi ha insegnato quanto si possa crescere aprendo la mente ad altre culture. È fonte di ispirazione e mi mantiene curiosa e connessa ogni giorno. Per me, celebrare il patrimonio culturale significa trasmettere ciò che ho imparato dai miei nonni alle nuove generazioni.
Come madre di due figli adolescenti, nati e cresciuti a Bruxelles ma profondamente italiani, è essenziale che custodiscano le nostre tradizioni integrandole nel mondo di oggi.
Nella cultura italiana passiamo ore a tavola non solo per amore del buon cibo, ma soprattutto per la compagnia. Il cibo, per noi, non è mai soltanto nutrimento: è condivisione. Sono momenti di coesione, di risate e di legami che si rafforzano, creando ricordi preziosi.

Vengo da Capo Verde. Sono sempre stato curioso e aperto a scoprire nuove culture, convinto che la diversità sia fondamentale. Ecco perché sono felice di far parte dei David Lloyd Clubs, un’azienda internazionale che unisce esperienze diverse.
A Capo Verde abbiamo uno stile di vita “no stress”, e lo porto con me ovunque vada. Amo condividere la nostra danza tradizionale, dove ci si lega sciarpe colorate ai fianchi e ci si muove al ritmo: pura gioia ed energia. E il mio piatto preferito? Il Congo. Dovete provarlo!
Essere irlandese è motivo di grande orgoglio, soprattutto per le tradizioni che hanno plasmato la nostra cultura. Una delle più care al mio cuore è la narrazione: è così che tramandiamo storia, umorismo e insegnamenti di vita. Che sia a tavola o a una festa di famiglia, un buon racconto unisce le persone.
Amo anche la musica e la danza tradizionale irlandese. C’è qualcosa di magico in un céilí, dove chiunque è il benvenuto, a prescindere dall’abilità. E custodirò sempre le celebrazioni stagionali come il giorno di Santa Brigida, che rende omaggio al rinnovamento, alla creatività e alle donne forti.
Condividere queste tradizioni nei David Lloyd Clubs —soprattutto durante gli eventi culturali— è stato gratificante. Offre lo spazio perché anche altri possano raccontare le proprie storie. Ed è lì che accade la vera magia: si creano connessioni, cresce il rispetto e ricordiamo che la diversità è un tesoro da festeggiare.
Una delle cose più belle di lavorare in David Lloyd Clubs è incontrare persone da tutta Europa e cogliere dettagli delle loro lingue e culture. Una tradizione catalana che mi ha colpito è la Baixada de Falles, alla vigilia di San Giovanni, nei Pirenei. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale, è una celebrazione comunitaria e infuocata del solstizio d’estate.
Gli abitanti scendono dalla montagna portando torce di legno accese: ogni villaggio con il suo stile —c’è chi corre e chi passeggia— ma tutti arrivano nella piazza principale, dove si accende una grande falla. La festa continua finché il tronco non si spezza in due. È selvaggia, collettiva e indimenticabile: una tradizione che unisce le generazioni tra scintille, fumo e festa.

Adoro far parte di un team in cui ognuno porta con sé il proprio bagaglio, le proprie storie e il proprio punto di vista. Lavorare insieme ti insegna tantissimo.
Per me, il patrimonio culturale è connessione. Le tradizioni, le lingue e i rituali danno un senso di appartenenza, anche a chi si trova lontano dalla propria terra natale. La bellezza è che le culture non sono statiche: quando le persone si incontrano, nascono nuove mescolanze di usi e prospettive.
Sono cresciuto a Maastricht, al confine tra Paesi Bassi e Belgio, e una tradizione che amo è il nostro carnevale. Per alcuni giorni la città intera si trasforma: tutti indossano costumi vivaci, cantano per le strade e festeggiano insieme. Ciò che più mi colpisce è lo spirito di uguaglianza: in costume puoi essere chi vuoi, e le barriere sociali scompaiono.
Essere gallese è qualcosa che porto con orgoglio, ovunque mi trovi. Lavorare in un’azienda internazionale mi permette di condividere la mia eredità culturale mentre scopro quella dei colleghi. Questo crea un ambiente più ricco, dove prospettive diverse accendono nuove idee e rafforzano i legami.
Celebrare le tradizioni è importante perché ci lega alle radici e ci ricorda i valori, le storie e la resilienza che ci definiscono. È anche un modo per mantenerle vive per le future generazioni, affinché non vadano perdute nel ritmo frenetico della vita moderna.
Una tradizione che amo particolarmente è l’Eisteddfod Nazionale, un festival di una settimana di musica, poesia e spettacolo. Riunisce le comunità per celebrare la creatività e la lingua gallese, dimostrando come la cultura continui a evolversi e prosperare nel Galles di oggi.